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Conseguenze psicologiche del lockdown per Covid-19 e consigli Pratici per affrontare la Fase-2.

Il 9 Marzo 2020 è stato il giorno ufficiale dell’avvio del lockdown, una data che resterà certamente impressa nelle nostre memorie. Improvvisamente, tutti noi ci siamo ritrovati a fronteggiare una situazione di estrema emergenza sulla quale non avevamo nessun tipo di controllo, sommersi da migliaia di informazioni complesse e difficili da assimilare.
Con il lockdown le nostre vite sono state stravolte e le nostre libertà personali sono state fortemente limitate. Questa situazione ci ha messi di fronte a noi stessi, alle nostre emozioni e alle nostre risorse.

Con l’avvio della Fase-1, la vita di tutti noi è cambiata sotto diversi aspetti: sociale, economico e personale.
Essendo l’essere umano, per definizione, un “animale sociale” (cioè tende ad aggregarsi con altri individui), l’isolamento e il divieto di vicinanza e di contatto fisico hanno fortemente impattato sulla percezione della quotidianità e della qualità della vita in generale. Basta pensare al comportamento che siamo soliti mettere in atto in situazioni difficili o quando offriamo supporto ad una persona a noi cara: cerchiamo di stare vicini (emotivamente, ma anche fisicamente), offriamo un supporto di tipo fisico, un vero e proprio contatto, come un abbraccio o una carezza. Tutto questo non è stato possibile, ma addirittura questa “distanza” ci era stata imposta.
Pensiamo alle persone che hanno dovuto affrontare un lutto, una grave difficoltà economica, una sofferenza emotiva…

Oltre a sentire il peso della distanza dalle persone a noi care, abbiamo dovuto fare i conti con le nostre emozioni: ansia, paura, rabbia, angoscia e stress, emozioni che molti di noi hanno sperimentato e che continuano a sentire tutt’oggi.

Non solo l’isolamento, ma anche l’incertezza e il disagio economico, la rabbia per la cattiva gestione dell’emergenza, la paura del contagio, l’incertezza del futuro, il bisogno di tornare alla “normalità” hanno contribuito ad acuire questi sentimenti.

Da un’indagine condotta dal Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (CNOP) emerge un dato molto forte e significativo: il 62% degli italiani dichiara di aver bisogno di un supporto psicologico per affrontare il ritorno alla normalità.
Questo dato può essere di facile interpretazione alla luce dei disagi descritti sopra e che molti si sono trovati a fronteggiare.
Inoltre, con l’avvio della Fase-2, diverse persone stanno sperimentando un senso di ambivalenza: se da un parte il desiderio di tornare alla normalità è molto forte, dall’altra la paura del contagio è ancora viva a causa di quella che viene ad essere di fatto una “fase  di convivenza” con il virus.

Fatta questa premessa e inquadrata la situazione attuale da un punto di vista psicologico, possiamo chiederci:

ESISTONO DELLE STRATEGIE PER POTER FAR FRONTE AL DISAGIO PSICOLOGICO PER POTER RIPARTIRE ED INTRAPRENDERE IN MODO POSITIVO QUESTA “FASE-2”?

Fortunatamente la risposta è SI! Di seguito troverete alcuni piccoli consigli che potrete mettere in pratica da subito per poter attivare le vostre risorse personali e vivere in maniera più positiva la fase di ripartenza.

  1. Respirazione profonda. Un esercizio fondamentale e sempre efficace in caso di ansia e panico. Esistono diverse tecniche e può essere svolta praticamente ovunque e in ogni situazione.
  2. Dialogo interno. Indispensabile in situazioni di particolare ansia, ci permette di mantenere un atteggiamento critico nei confronti delle informazioni che raccogliamo (facendoci scegliere in maniera accurata le notizie a cui dar credito anche attraverso la verifica delle fonti) e di non estremizzare i nostri pensieri e comportamenti.
  3. Pensiero Positivo. Un forte alleato per superare i momenti difficili e far spazio alla resilienza. Molto spesso il pensiero positivo viene confuso con un ottimismo immotivato, quando invece si tratta dell’osservazione e della gestione cosciente dei propri pensieri con l’obiettivo di sviluppare nella persona tutte quelle qualità talvolta messe in ombra dalle vicissitudini della vita, nell’ottica del raggiungimento degli obiettivi cui la persona tende.
  4. Prendersi cura di sé. Questo vuol dire prendersi cura di se stessi sia dal punto di vista fisico che dal punto di vista psicologico. Per mantenere attivo il proprio corpo basta un pò di movimento durante il giorno, che sia una camminata, una corsa, un allenamento fatto in casa o all’aperto (ci sono diverse app che permettono di allenarsi in maniera corretta e di monitorare la propria attività) e un pò di attenzione all’alimentazione. Per prendersi cura della propria mente basta dedicarsi a delle attività che ci stimolano e che ci appagano, ad esempio dedicarsi a nuove ricette, leggere un libro, curare il giardino…
  5.  Canalizzare la rabbia. La rabbia è, purtroppo, un sentimento che accomuna molti di noi in questa fase. Si può essere arrabbiati per una grave situazione economica, per come è stata gestita l’emergenza, perché non ci si sente ancora del tutto liberi e sicuri, ecc. La rabbia è una delle emozioni più forti che possiamo sperimentare, ma se questo sentimento così potente noi riuscissimo a canalizzarlo in energia positiva, sarà una grande risorsa che ci aiuterà ripartire, ad essere più motivati e più efficaci.
  6. Occuparsi della propria sessualità. Se si è in coppia o se si è single rimane fondamentale non trascurare questo lato della nostra vita, perché le endorfine che si sprigionano in questo campo sono di grande aiuto per sentirci più appagati, gratificati e per sopportare meglio lo stress.

Questi piccoli consigli potranno essere utili per provare a ripartire con una marcia in più, ma solo intraprendendo tempestivamente un percorso individuale sarà possibile individuare e potenziare le risorse specifiche della persona ed aiutarla a superare le conseguenze psicologiche provocate dallo stress della pandemia da Covid-19.

Dott.ssa Giada Lucarelli – Psicologa.